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GEA S.r.l. Ricerca e documentazione archeologica

Gea per gli antichi era la "madre terra", colei che, unica fra le divinità, era in grado di offrire agli esseri umani i frutti per la loro sopravvivenza, colei che rappresentava la fertilità, la maternità, quindi la continuità della specie e della stessa civiltà.
Ancora oggi la terra rappresenta una sorta di ventre ove viene conservata, anche per secoli, la storia dell'uomo attraverso le varie civiltà; Gea, la sua divinizzazione, rappresenta ancora oggi, per gli studiosi dell'antichità, il simbolo di tutto ciò.
Va da sé che Gea sia il nome che è stato scelto per identificare una società che si occupa di archeologia, la disciplina che più di ogni altra coglie dalla terra i più intimi segreti di civiltà passate.
Titolare, con tanto di laurea in lettere classiche ad indirizzo archeologico e diploma post laurea di specializzazione in archeologia presso l'Università di Bologna, Gloria Capelli.
Nulla a che fare con l'idea che di solito si ha dell'archeologo, ma ufficio in antico palazzo del centro storico, look discreto ma estremamente femminile, atteggiamento sempre gentile, ma allo stesso tempo deciso e volitivo. Quando agli inizi degli anni 80 il Governo decise di incrementare la tutela del patrimonio archeologico nazionale e si rese necessario affidare tutta una serie di interventi a personale qualificato, Gloria Capelli iniziò la sua attività di archeologa.
"Non sempre gli interventi erano richiesti per necessità scientifica o di ricerca, ma se per esempio dovevano essere effettuati scavi entro un'area che si presumeva a rischio archeologico, le Sovrintendenze di competenza intervenivano inviando personale qualificato e di fiducia per verifica re se sotto terra ci fosse qualche cosa di interessante.
Il mio primo lavoro, come ditta individuale, è stato nel sottosuolo di Reggio Emilia dove una banca doveva ricavare il caveau.
Abbiamo trovato una vera domus romana nella quale abbiamo lavorato, pagati dalla stessa banca e sotto la costante direzione della Sovrintendenza, due anni e dove abbiamo modificato l'area e recuperato molto materiale. Ho avuto ancora tanti cantieri interessantissimi così che dopo qualche anno abbiamo costituito la "Gea", una s.r.l.", Come lavora un archeologo negli anni 2000?
"La funzione dell'archeologo che sta in cantiere - spiega Gloria Capelli- è intervenire subito dopo che la benna della scavatrice ha messo in evidenza uno strato o una struttura ritenuta interessante.
Vengono fermati i lavori, si allarga e si picchetta l'area, si scende con gli strati documentando e, fotografando tutto, si fan no le planimetrie, si appronta tutta la documentazione informatizzata e poi con picozzine e cazzuole si va mettere in evidenza ciò che vi è presente.
Un lavoro di competenze, ma anche manuale, pesante, dato che si lavora all'aperto con ogni stagione".

Che lavori avete affrontato a Parma?

"Il cantiere concluso più di recente - afferma Gloria Capelli- è stato quello in corrispondenza dello scavo tra la tangenziale e via Spezia dove sono stati ritrovati reperti interessantissimi.
Attualmente siamo sullo scavo tra la tangenziale e la via Emilia ovest dove abbiamo avuto ritrovamenti di età romana, ma dove con ogni probabilità sussistono suoli e strati di età preistorica.
Lo scorso anno abbiamo evidenziato la necropoli romana di via Traversetolo e in precedenza avevamo concluso interessanti lavori sotto il Vescovado".

Qual è stato il ritrovamento o il lavoro che vi entusiasmato maggiormente?

"Per me - conferma Gloria Capelli - è stato lo scavo di Palazzo Sanvitale.
Qui abbiamo trovato uno splendido spaccato della città romana con una strada lastricata, uno dei decumani di Parma romana perfettamente conservata, con tanto di marciapiedi e case a lato.
Case con mosaici e pavimenti decorati, e anche le terme.
Molto di questo materiale è stato salvato e altro è stato conservato in loco.
Da notare che sopra alla città romana c'era una necropoli longobarda con due tombe di guerrieri con tanto di spadone fra le mani.
Un altro intervento entusiasmante è stato lo scavo corrispondente al cinema Centrale.

 


 

 


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